La Forza

La Forza non è raffigurata nei Tarocchi attraverso scontate immagini di giganti nerboruti, ma viene irradiata da un personaggio femminile che, col potere della dolcezza e della sottigliezza e senza apparente sforzo fisico, doma il leone divoratore, la belva, emblema della foga e della veemenza, trattenendolo per le fauci. A ben guardare, tuttavia, i colori stessi della carta, a cominciare dalle vesti della donna, hanno molto da rivelare.

L'abito rosso, sinonimo di forza e di vitalità, è, infatti, parzialmente ricoperto dal mantello azzurro, il colore dell'intelligenza e dello spirito. Similmente il copricapo, che ricorda nella forma a otto (l'infinito) quello del Bagatto, allude al primato del mentale sulla materia. Non ha senso soffocare l'energia dell'animale che è in noi, quando la si può giustamente incanalare e sublimare per utilizzarne l'immenso potenziale. Così fa l'alchimista che, ben lontano dal distruggere la materia vile, grezza, la purifica e la calcina fino a trasformarla in oro.

Alla stessa maniera, la forza bruta del leone, distruttiva e divoratrice finché lasciata a se stessa, diviene, se correttamente captata e domata, un prezioso strumento di evoluzione. La conoscenza e l'intelletto dominano sull'istinto; il coraggio, la forza interiore hanno la meglio sul disordine e la casualità degli eventi. Se i piedi della Forza, figura prettamente umana, stanno ben piantati per terra, il qui e l'adesso, il copricapo ci parla dell'infinito ed è in questo spazio illimitato che la figura cerca di affermare la propria volontà e il proprio dominio.

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